Quella mattina mia madre stava andando in stazione a prendere i biglietti per le imminenti ferie estive, ma la sera prima i miei litigarono e all’ ultimo cambiò idea e andò a trovare un amica per sfogarsi un po’. Scoppiò la bomba ma lei fortunatamente, per “colpa di quella lite”, non era lì.
Me lo ha raccontato moltissime volte, di sicuro tutte le volte che andavamo in stazione e passavano dalla sala d’attesa, me lo ha raccontato perchè sono nata esattamente un anno dopo.
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Il 2 agosto 1980 avevo quasi 12 anni ed ero in casa da solo a fare il bagno. La casa dove abitavamo, all’inizio di via Galliera era molto vicina alla Stazione ma stranamente non si sentì nulla dal cortile interno.
Il turno chiamato corta, e quello più estremo della cortissima, sono due turni molto adatti a chi -come il babbo- preferisce alzarsi presto, lavorare e staccare presto. Dice che ha la giornata libera anche se poi alle 10 di sera si addormenta e comunque alle 4 suona la sveglia.

Sergio Secci ed io per un anno dividemmo lo stesso appartamento in via Miramonte a Bologna. Impossibile non andarci d’accordo e non volergli bene: dolce, cortese, intelligente, generoso, pronto al sorriso.
L’avevo perso di vista perché, prima che lui si laureassse, ero andato a stare per quasi due anni a Venezia.
http://www.youtube.com/watch?v=IHkJQRKVXvc
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Il 2 agosto del 1980 avevo 13 anni.
Da 2 anni era morto mio padre e io mia madre, mio fratello e i nonni di casa stavamo lavorando per rimettere insieme i pezzi di un dolore insanabile.
@liaceli pensa che io il #2agosto1980 ero disteso in un letto del Sant’Orsola di Bologna e ricordo le urla dei feriti come fosse ieri.
— Alberto.Microsatira (@Microsatira) Agosto 2, 2012
Oggi Flavia Casadei sarebbe una delle tante allegre 50enni riminesi che incrocio in bici. Invece è morta a 18 anni a Bologna il #2agosto1980
— Lia Celi (@LiaCeli) Agosto 2, 2012
Avevo 10 anni il 2 Agosto del 1980. E’ un sabato, siamo a San Lazzaro e sto andando a trovare i nonni. Mentre saliamo le scale si affaccia un vicino dei nonni e dice a mio babbo: è successo qualcosa alla stazione, l’hanno detto alla radio. Saliamo dai nonni e accendiamo la TV. Mio babbo è ferroviere, mia mamma infermiera, non li ho visti per alcuni giorni, impegnati nei soccorsi, praticamente fino a dopo i funerali in Piazza Maggiore. Quando li ho rivisti erano diversi.
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